Alla guida del bus o di un altro mezzo pubblico già a 18 anni di età: è questa una delle novità più importanti del nuovo Codice della Strada. Ed è una novità che si muove nella direzione di provare a risolvere – più che a mettere una toppa – l’ormai cronica carenza di conducenti. E il fatto di aver abbassato di tre anni l’età minima per conseguire le patenti D, D1, DE e D1E, intercettando così giovani prima che possano (legittimamente!) prendere altre strade, dovrebbe portare qualche risultato e rimpinguare la sempre più scarna compagine di autisti in Italia.

La conditio sine qua non è che «il conducente sia titolare di carta di qualificazione del conducente conseguita a seguito della frequenza di un corso di qualificazione iniziale ordinario della durata di 280 ore e del superamento del relativo esame».

Ricordiamo come per ottenere la patente D è obbligatorio avere prima la B. E ricordiamo anche come quello dell’abbassamento dell’età minima a 18 anni è da mesi sul piatto a livello comunitario e mondiale, con l’Iru e l’Uitp in prima fila da tempo per allargare la platea di persone che possano accedere alla professione.

Riforma Codice della Strada: come cambia l’età minima per gli autisti di autobus

  • da 21 a 18 anni per guidare, nel territorio dello Stato, veicoli delle categorie di patente di guida D e DE, per servizi di linea con percorrenza non superiore a 50 chilometri
  • da 21 a 18 anni per guidare, nel territorio dello Stato, veicoli delle categorie di patente di guida D1 e D1E
  • da 21 a 20 anni per guidare, senza ulteriori specificazioni o limiti, nel territorio dello Stato, veicoli delle categorie di patente di guida D e DE.

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